Login
Main menu

Il ministero dell'AMBIENTE sottolinea in una nota di essere "da tempo al fianco delle istituzioni locali del territorio e dei cittadini veneti per risolvere la situazione di criticità ambientale derivante dai PFAS, coniugando le esigenze di sviluppo con la prioritaria tutela dell'AMBIENTE e della salute dei cittadini.

Abbiamo inoltre ritenuto necessario estendere a livello nazionale gli approfondimenti per delineare un quadro italiano dell'entità e della contaminazione dei corpi idrici. Proprio in questi giorni e' stata inviata una nota alle Regioni e al sistema delle agenzie ambientali. A inizio 2016 il ministero ha ripreso in mano l'attuazione dell'accordo sul bacino di Fratta Gorzone, che da anni versava in una situazione di stallo, con un nuovo accordo di programma firmato il 15 febbraio scorso: si e' deciso di lasciare i 23 milioni di euro non spesi dal vecchio accordo a disposizione del territorio, a fronte di precise condizioni e nel rispetto dei tempi formalizzati nell'accordo. L'accordo e' stato integrato per volontà del ministero con finalità e obiettivi specifici in materia di Pfas, per finalizzare nel modo migliore le risorse esistenti e le nuove disponibili. La Regione Veneto sta completando la procedura di sottoscrizione dell'accordo di programma: dal momento in cui l'accordo sarà pienamente vigente, dunque firmato da tutti, la Regione entro 30 giorni dovrà trasmettere al ministero il programma di interventi su cui saranno finalizzate le risorse già disponibili: solo in quel momento sarà possibile accedere ai 23 milioni previsti. Il ministero si e' inoltre impegnato a reperire ulteriori risorse per circa 80 milioni di euro, a fronte di precisi interventi individuati, per realizzare rapidamente impianti tecnologicamente avanzati e nuove reti infrastrutturali per il conseguimento degli obiettivi di riduzione fino all'eliminazione degli Pfas dagli scarichi. Sul fronte scientifico, ferme restando le competenze regionali in materia di scarichi, dal 2016 e' attivo per volontà del ministero un tavolo di lavoro tecnico permanente che si riunisce, presenti i rappresentanti della Regioni interessate da fenomeni di contaminazione e le istituzioni competenti, per esaminare i criteri da adottare per la fissazione di valori limite allo scarico in funzione delle differenti situazioni locali. La Regione ha comunicato quest'anno l'intenzione di attivare il monitoraggio delle emissioni dei corpi idrici nelle aree interessate dalla contaminazione".

(9Colonne)