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"Aumentare la competitivita' del Paese allineando i prezzi energetici a quelli europei, migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento e della fornitura, decarbonizzare il sistema energetico in linea con gli obiettivi di lungo termine dell'Accordo di Parigi, che vanno confermati come irreversibili".

Sono questi i temi chiave, indicati in una nota congiunta del ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda e del ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, i quali hanno messo a punto questa proposta di nuova strategia energetica nazionale (Sen), in corso di elaborazione. A tal fine i due ministri fanno sapere di aver "pubblicato ieri sul sito del Mise e del Mattm la consultazione pubblica sulla nuova Sen e annunciano che c'e' tempo "un mese per inviare commenti, osservazioni e proposte che saranno valutate ai fini della predisposizione del documento finale". L'obiettivo, spiegano i ministri, e quello di "pervenire a un quadro il piu' possibile condiviso, che costituisca la base per il piano energia e clima che impegnera' il nostro Paese, al pari degli altri Paesi europei, a definire il contributo e le misure che intendiamo porre in campo per l'attuazione del Clean Energy package". "Si tratta - si legge nella nota - di un percorso che parte da lontano: gia' nel 1990, l'Unione Europea, nel documento 'Una politica energetica per l'Unione Europea' indicava questi tre obiettivi e lungo queste direttrici ha continuato a sviluppare nel tempo la propria azione, fino al Clean Energy Package, presentato a novembre 2016 dalla Commissione Europea". "L'Italia, relativamente povera di materie prime energetiche convenzionali, ha storicamente manifestato una grande attenzione alle fonti rinnovabili, all'efficienza e al risparmio energetico come strumenti per ridurre la dipendenza e mitigare gli effetti ambientali e climatici del ciclo energetico. Pur a seguito di un percorso talvolta accidentato, nel complesso abbiamo oggi costruito un sistema energetico basato principalmente su gas e rinnovabili, con il petrolio ancora indispensabile essenzialmente per i trasporti: un assetto verso il quale solo adesso sembrano iniziare a tendere anche altri Paesi europei impegnati nella riduzione del ruolo del carbone e del nucleare, che favorira' la convergenza dei prezzi".

(AGI)