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Portinaro, 'che fine fanno soldi pagati con bollette?'

"Decine di enti hanno gli investimenti bloccati, e alcuni hanno i bilanci a rischio: il governo si impegni a garantire da subito i circa 30 milioni di debito nei confronti dei Comuni sedi di servitu' nucleari, relative agli anni 2014 e 2015. I ristori, previsti per legge, sono fermi al 2013, e la situazione e' diventata insostenibile". Lo afferma Alessandro Portinaro, sindaco di Trino e presidente della consulta Anci dei Comuni sedi di servitu' nucleari, al
termine della riunione di oggi nella sede dell'Anci a Roma. "I cittadini continuano a pagare in bolletta una quota per lo smantellamento dei siti nucleari - spiega Portinaro - che per legge dovrebbe poi essere destinata, in parte, ai Comuni sedi di servitu' e a quelli limitrofi. Una settantina di enti in tutto, che pero' non solo hanno visto decurtare del 70% e in modo arbitrario la quota a loro spettante, ma da tempo non ricevono neanche quel restante 30%. Eppure, per legge, quei fondi vanno inseriti nei nostri bilanci, e utilizzati per progetti di riqualificazione ambientale. E invece, con lo Stato che non onora il suo debito, gli investimenti sono fermi, e decine di Comuni rischiano il default". "A questo punto - prosegue il rappresentante della consulta Anci - si pone anche un problema di trasparenza rispetto all'utilizzo dei soldi pagati da tutti i cittadini nella bolletta elettrica per lo smantellamento dei siti nucleari. Che fine fanno? Come vengono utilizzati? Per quanto riguarda l'indebita decurtazione della quota spettante ai Comuni e' aperto un contenzioso - ricorda Portinaro - ma se intanto non ci viene garantito almeno il restante 30%, ovvero circa 30 milioni, il rischio per le finanze dei Comuni coinvolti e' altissimo". Portinaro infine ricorda che "siamo ancora in attesa di conoscere sia la carta nazionale delle aree potenzialmente idonee per la realizzazione del deposito unico nucleare nazionale, sia il programma nazionale di gestione dei rifiuti nucleari, rispetto al quale siamo in piena procedura di infrazione Ue, il cui costo si scarichera' sempre sui cittadini".
(ANSA).